E' vero, era tutto nel programma della P2.E' vero, i politici che una volta erano crudamente di sinistra hanno compiuto un percorso centripeto inersorabile: PCI/PSI - PDS - DS - PD. Sempre meno S nella sigla. E un candidato premier come Veltroni che non pronuncia nemmeno più la parola "sinistra", troppo sinistra. Se è per questo, non ha pronunciato neanche la parola Berlusconi: una scelta maldestra.Però, ragazzi, non è solo stata una questione di strategia elettorale, di cattiva comunicazione, etc etc: se non ci sono più la falce e il martello in Parlamento, è un segnale di certo duro ma, non ci si può girare intorno, dal significato chiaro: la gente non li vuole. Non li vuole, o li punisce, perché questi partiti dal logo iridato sono diventati sinonimo di antigovernabilità; sì, proprio così, anche se voi ed io sappiamo che a far cadere Prodi stavolta è stato Mastella. Probabilmente l'Unione ha sbagliato alle scorse elezioni nel fare una coalizione esagerata, madonna, a 200° su 360°, magnetizzandosi le giuste critiche da destra sul numero dei membri del governo: cento persone, un formicaio... E invece stavolta Veltroni ha fatto l'errore opposto, lasciando cadere troppi gradi a sinistra. Volendo convincere tutti, ha cercato di essere neutro, e non ha convinto nessuno: come una caramella senza gusto.Ma il voto degli italiani ha chiarissimamante indicato di volerlo, questo duopolio! Come già con il referendum elettorale di una decina d'anni fa, in cui si votò a favore del maggioritario. O per lo meno, non direttamente di volere il duopolio, ma di esigere che chi va al governo abbia i numeri per esercitare un poter solido, senza il quale non si risolvono i problemi, non si risolve nulla. Mio cugino trentino mi ha scritto "Meglio un regime che una palude", capite? (Poi lui non hai mai votato per Bellachioma, ma l'esasperazione lo ha comunque portato a questa considerazione, estrema e raccapricciante).E inoltre, aggiungo che la sinistra radicale, SinArc o SinCrit che sia, è troppo abituata a fare l'opposizione, e non ragiona abbastanza in termini concreti, dando risposte proponibili ai problemi attuali, non capendo che non si può essere convincenti con tutti i se e tutti i ma che l'ingegno ti solleva. Leggete Berselli su Repubblica di ieri.L'Italia è talmente in crisi, ed è un paese talmente arretrato, che il meglio che ci possiamo augurare è procedere a passi lenti e solidi; la Rivoluzione può aspettare.Spero di non essere risultata troppo secca, ma davvero, cerchiamo di guardare in faccia la realtà.
16 aprile 2008 18.02
mercoledì 16 aprile 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
consigliod di lettura:http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/HTB/HTBCO.pdf
Posta un commento