martedì 15 aprile 2008
1 commento:
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Anonimo ha detto...
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Si. Perché: il Re è morto: evviva il re (la finezza sta nelle maiuscole e nelle minuscole, per chi volesse poi andare a vedere nello specifco, nello spècico).
Però Ruggero mio, non c'è squdra, non c'è arbitro, e per parlare di presidenza e allenatore stiamo freschi, allora: cambiamo gioco, e: occhio al tennis, che ci farà sempre più individui fino a trascinarci spietatamente in un campo da golf, in una giornata grigia, accanto a Raul Castro.
Non mi sono spiegato, e va bene così. Però, gente di sinistra, e di un certo livello, occhio a stringere i denti sul parlamento, a fare del futuro la sola palla di cristallo su cui guardare, perché nel frattempo ci viene una gastrite micidiale, fulminante, corrosiva, e qualche bancario intelligente, e con le armi appuntite, ci concedrà un mutuo per farcela curare. Il Re non è mai stato nudo. Il parlamento è morto, evviva il Re.
Stia bene, Rizzi, e veda di strambare quando il vento c'è.
Marcell(in)o -
20 aprile 2008 alle ore 18:25

Il disegno pre ordinato di eliminare la sinistra dal parlamento è andato in porto. E ora tutti già la compiangono.
A partire da Tremonti ("un parlamento senza sinistra non è un parlamento democraticamente rappresentativo"), passando da Mieli ("la sinistra senza rappresentanti è pericolosa"), per arrivare agli amareggiati ex parlamentari.
Essere compatiti da Vespa ("Quando vorrà la porta sarà sempre aperta per lei" rivolto a Bertinotti)
non è di Sinistra.
Queste le reazione grottesche di chi ha fatto fuori la sinistra.
Almeno ora non c'è più l'obbligo di mantenere un governo o di annientare Berlusconi dalle poltrone del parlamento. Le priorità sono altre. Si è assottigliata la differenza tra la base e la dirigenza.
La priorità finalmente è la creazione di un'ideologia nuova, di un'umanità nuova, e non più l'entrata in scena di un nuovo soggetto elettorale.
Competere con ciò che abbiamo a destra è difficile finchè si utilizzerano le stesse loro tattiche. E' comprensibile che la sinistra esca sconfitta in un contesto culturale e valoriale in formato P2.
Il segnale che la sinistra deve recepire dalle urne è l'orgoglio di non voler accettare nessun compromesso con questo modello imperante.
Rientrare in parlamento? Si, ma dopo aver cambiato la mentalità comune.
Teo
P.S.:
Da ricordare che per quanti voti abbia perso la sinistra a Orbetello è nettamente sopra la media nazionale.
I miei complimenti, alle amministrative sarà tutta un'altra battaglia.
La squadra c'è, peccato che mancava il presidente.
Teo
15 aprile 2008 17.08