venerdì 18 aprile 2008

Riflessioni matematiche delle elezioni 2008

Articolo tratto dal Manifesto che ci aiuta a capire come si sono spostati i voti degli italiani negli ultimi 2 anni:

L'elettorato attivo (gli aventi diritto) è leggermente aumentato in due anni: da 47.160.264 a 47.543.119. L'astensionismo, invece è aumentato di parecchio. 7.699.104 gli elettori che non si sono recati alle urne nel 2006, quest'anno non ha votato il 18,9% degli aventi diritto, con un incremento assoluto di oltre un milione e mezzo. In crescita anche - ma non di moltissimo - il numero delle schede bianche e nulle: da 1.584.440 a 1.813.611. Il primo dato è, quindi quello della disaffezione politica, di una accresciuta non credibilità della proposta elettorale. Disaffezione non straordinaria - l'Italia resta ancora uno dei paesi in cui si vota di più - ma significativa. Soprattutto a sinistra. E poi vedremo perché.L'astensionismo non pesa a destra. In termini assoluti Il Pdl ottiene più di 13 milioni e mezzo di voti (13.628.865). Due anni fa Forza Italia e An, insieme avevano qualche suffragio in più: 13.756.102. Considerando il calo della partecipazione c'è da pensare che abbiano recuperato un po' dal centrosinistra. O all'Udc, che (pur essendo abbastanza stabile) perde 530.000 voti.
Chi, invece, guadagna in termini assoluti (oltre che percentuali) è la Lega, vera vincitrice, con Di Pietro, delle elezioni: tra i fedeli di Bossi l'astensionismo è stato nullo, mentre i consensi sono quasi raddoppiati, da 1.747.730 a 3.024.522. Da dove vengono? Considerando i numeri che seguiranno c'è da pensare che questo mucchio di voti arrivi da destra, dal Pdl - che compensa il flusso negativo grazie a ciò che attinge dal centrosinistra - e in misura minore dallo «schieramento opposto». Qui entriamo nel campo delle considerazioni politiche e l'analisi del voto conferma uno spostamento a destra dell'asse politico.Spostamento confermato dai numeri. Perché il neonato Pd non raggiunge nel 2008 la somma dei voti dei partiti che lo componevano nel 2006, anno in cui L'Ulivo ottenne un po' meno di 12 milioni di suffragi, mentre La Rosa nel pugno (radicali più socialisti) sfiorarono il milione di consensi (990.694). La somma farebbe quasi 13 milioni, ma - anche considerando che i socialisti quest'anno sono andati da soli ottenendo 335.581 voti - nel conteggio qualcosa non va, perché la creatura di Veltroni è arrivata a quota 12.092.998. I conti non tornano ancora, e tornano ancor meno se si considera il successo di Di Pietro, che quasi raddoppia (da 877.052 a 1.593.675), incassando il suo antiberlusconismo e, presumibimente, attingendo a quello che era nel 2006 l'elettorato dell'Ulivo, dei Ds e della Margherita.Facciamo il punto politico del nostro ragionamento matematico. La Lega pesca dal bacino del Pdl, che compensa l'emmoragia prendendo voti al centrosinistra, cui attinge abbondantemente anche Di Pietro. Spostamento a destra evidente, ma come fa il Pd a superare comunque i 12 milioni di voti? Semplice, pescando a sinistra. L'arcobaleno è la vera cassaforte che molti hanno aperto e saccheggiato. Persino la Lega - basta sovrapporre ai numeri un'analisi sociale del voto al nord -, ma soprattutto il Pd. Infatti i partiti che hanno dato vita alla Sinistra-l'arcobaleno (Prc, Pdci e Verdi) due anni fa avevano quasi 4 milioni di voti (3.898.394), cui andrebbe anche aggiunta una quota impossibile da definire che Sinistra democratica (nel 2006 dentro i Ds) avrebbe dovuto portare con sé. Domenica e lunedì «il nuovo soggetto della sinistra» (i dati sono sempre riferiti alla Camera dei deputati) ha incassato 1.124.418 voti. Anche se ci aggiungiamo i 208.394 del Pcdl e i 167.673 di Sinistra critica (due anni fa i loro dirigenti stavano nel Prc), il saldo negativo è di poco inferiore a quota 2.400.000. Un disastro politico, una grande fuga elettorale. Un po' verso l'astensionismo (tamponato però dal voto di protesta a sinistra per Ferrando e Turigliatto), molto verso Veltroni, in nome del «voto utile»: solo così si spiega il contenimento dell'insuccesso da parte del Pd.Fatti i conti tutto torna abbastanza. E i numeri confortano una semplice analisi politica: il (difficile) parto del Pd offre la vittoria a Berlusconi e uccide la Sinistra. Che, da parte sua, in questi due ultimi anni ha fatto di tutto per sparire.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E vai, finalmente la dimostrazione matematica che il Pd è il carnefice della Sinistra l'Arcobaleno. Faccio però una considerazione. Che c'entra il PD con la Sinistra l'Arcobaleno?? La cosa che non mi torna è che in campagna elettorale Bertinotti si è vivacemente smarcato da Veltroni, definendosi il vero leader di un movimento di sinistra e laico, poi però dopo le elezioni si guarda Veltroni come l'amico che ti ha rubato la fidanzata. O la Sinistra l'Arcobaleno aveva una progettualità simile al PD tale da poter avere un elettorato in comune o la Sinistra l'Arcobaleno aveva una progettualità diversa. In tutti i casi perde. Se aveva una progettualità simile al PD mentiva in campagna elettorale, se aveva una progettualià diversa è stata evidentemente fallimentare.
Ho una sola speranza. Che il soggetto unitario non muoia. Dopo una disfatta di tale entità sarà possibile ricostruire qualcosa di veramente importante, moderno, slegato dalle logiche e dinamiche fino a qui viste, e se così fosse nel cantiere mi ci butterei anche io.

Ale