
Cara Stefania, con piacere rispondo al comunicato, puntualmente pubblicato.
riprendo il passaggio piu'bello del tuo intervento e quello che piu' condivido:
La politica non è solo voto, delega o poltrona, ma lotta, impegno quotidiano in mezzo alla gente e non solo tra dirigenti e/o apparati di Partito. Il prezzo che abbiamo pagato riteniamo sia davvero eccessivo ma, ricominceremo dal basso e dalla piazza, la nostra “impresa extra-parlamentare”. Lo faremo dai territori dove amministriamo insieme alle altre forze politiche e da quelli dove siamo collocati all’opposizione, come ad Orbetello, in virtù del mandato che ci vedrà presenti in Consiglio fino al 2011. Lotteremo per la difesa dei diritti dei lavoratori precari, per l’ottenimento di spazi socio-ricreativi per giovani ed anziani, resteremo vigili ad ogni scelta presa in materia di politiche sanitarie.
Vedi, riprendendo l'apprezzabile intervento del compagno Teo (che se pur astenutosi rimane pur sempre un Compagno) , forse questo evento imprevisto e' un fattore positivo; il fatto che i governanti debbano tornare dai governati (perche' non governano piu' un bel niente) accorcia questo immenso solco che si era creato negli anni tra i dirigenti e la base dei partiti di sinistra.
Partiti, che nascono e si nutrono nelle case del popolo, nei dibattiti, nelle assemblee cittadine, negli scioperi, nelle occupazioni, nelle mobilitazioni, nelle raccolta firme, nei comitati di quartire, nell'associazionismo, nei cineforum, nelle Univerisita', nei circolini, nei collettivi, nei gruppi ecologisti, femministi, gay... e potrei continuare per molto.
Come diceva un commentatore, su un blog analogo al nostro, meglio cosi' che agonizzanti al 4% a tenere stretta la poltrona; meglio un cambio radicale che una lenta agonia.
La paura e' quella di vientare (vedi caso USA) un fenomeno politico culturale di folclore
marginalizzato totalmente e senza possibilita' alcuna di influire nelle scelte del paese.
Ma noi partiremo dal basso, dal locale, dove ancora possiamo dire la nostra, per ritornare ad essere una grande forsa, critica e non assoggettata ai poeri forti.
L'esmpio in questo caso viene dalla Germania, dove un partito che era morto, come il PDS, ed era stato inglobato dalla SPD (dopo le scelte di larghe intese della SPD ed il fallimento delle politiche liberiste di Schroder) e' rinato DE LINKE con nuove pratiche e metodologie, unendo varie culture dell'est e dell'ovest (oltre ad ecologisti, pacifisti...) e si e' presentato alle elezioni con un esordio al 12%.
Altro caso e' la Spagna dove Ezquierda Unida sta lentamente scomparendo(perde mediamente un milione di voti ogni 4 anni) succube di un sistema maggioritario con base regionale, ma in primo luogo perche' il governo Zapatero e' uno dei piu' moderni in europa (ed anche laico cazzo) e quindi riesce a prendere quasi tutti i voti della sinistra, non a caso si chiama ancora Partito Socialista Operaio Spagnolo.
rimbocchiamoci le maniche e resitiamo a chi sostiene che a Sinistra del PD non c'e' piu' niente..
Ciao a tutti
Tommaso

1 commento:
Bello ciao!
Buona feste di Liberazione*
Fio'
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