sabato 31 maggio 2008

Commenti

A questa iniziativa la sinistra orbetellana ha fatto la fine di quella nazionale, ha iniziato a scavare un vallo di separazione con chi aveva davanti, la platea del cineclub.
Non capendo che il problema da dibattere non era l'inceneritore, ma la Tekneko.
Teone

8 commenti:

Anonimo ha detto...

dopo una proiezione simile, cosa avevamo di fronte non era solo Orbetello, ma un problema riguardante tutti noi, ossia il nostro futuro e quello dei nostri figli. la sinistra non ha perso un'occasione..., da sempre lotta contro gli inceneritori e a favore della raccolta differenziata, pagando anche sulla propria pelle, sbagli, azioni, occupazioni..Ma siamo in un clima di antipolitica e dunque ognuno "sversa" le proprie delusioni.., ora il bersaglio siamo noi, i Rom, i diversi e i "troppo ambientalisti"... Siamo già malconci e fuori dai giuochi ma resisteremo e cercheremo di stare sempre al vostro fianco, comunque e dignitosamente presenti...

Anonimo ha detto...

Sulla buonafede, la dignità, sulle responsabilità collettive del "caso Napoli" sono pienamente in accordo.

Non convengo sul fatto che la sinistra sia bersagliata da ogniddove, non vedo una somiglianza (seppur su livelli differenti) della condizione di Rifondazione con quella dei Rom, o dei "diversi".

Col mio intervento nel blog non intendevo sobillare alla cecità sulla questione campana, ma pensavo più oculato parlare della nostra zona. E' vero che questo clima di concordia generale ci fa un po' schifo, però è ciò che va di moda: cancellare il conflitto. E chi fa politica ogni tanto deve strizzare l'occhio a certe mode, se non vuole che le sue platee, le sue "moltitudini", se ne vadano e smettano di confrontarsi.
E' per questo che non ho ancora voluto entrare nei giochi.

Teone

Anonimo ha detto...

Caro Teo, le tue osservazioni mi stimolano ad un confronto, solo oggi ho potuto riprendere la lettura dei post pubblicati nei giorni scorsi (causa guasto pc) nei vari siti. Cerco di procedere con ordine.
Sul caso Napoli, mondezza, discariche abusive…, credo che non ci sia bisogno di ricordare come partì allora l’inchiesta, va dato merito a Tommaso Sodano (e mi fa piacere averlo letto anche dal sito di scintilla), aver “tolto il coperchio al secchio”. Inquietante è semmai prendere atto delle decisioni del governo Berlusconi: militarizzazione dei territori, soluzioni di “sepoltura” oltre che dei rifiuti, anche del diritto di manifestare, trasporto di eco-balle ahimè “stoccate tal quale”. E proprio mentre la magistratura è intervenuta con arresti eccellenti legati a Bertolaso, nonostante i 15 anni di commissariamento, si continua ad accusare gli ambientalisti e certa sinistra di essere la causa di tale disastro ambientale. Ma basta riflettere ed usare un poco di coscienza civile e politica per affermare che certe responsabilità, semmai, andavano cercate nell’incapacità politica e gestionale di chi doveva occuparsene. Vanno ricercate nel sudicio mondo del malaffare e della corruzione e della malavita organizzata, al nord come al sud, perchè ogni parte di mondo e di Italia ha “panni sporchi in famiglia” da lavare… A Napoli è mancato negli anni passati (e tuttora) un vero e proprio “piano dei rifiuti” in grado di funzionare, non si è lavorato sulla differenziata e sul porta a porta, nonostante ormai da anni le esperienze positive di tanti comuni dimostrino l’efficienza del riuso, riciclo e riduzione… e questo perché il vero business era bruciare, alimentare il fuoco dei nuovi mostri generazionali. Lo scandalo FIBE-IMPREGILO è noto e non sto a ricostruirne la storia, riporto solo un dato, l’emergenza rifiuti campana è costata negli ultimi 10 anni 2 miliardi di euro ed il problema è ancora irrisolto (rifiuti e camorra ancora per strada). Le ultime proposte del governo berlusconi sono di costruire 4 nuovi impianti con capacità di incenerimento superiore alla mondezza prodotta e dove sarà possibile bruciare non solo CdR, ma anche le “famose ecoballe”, in più avremo discariche (non ancora bonificate) che diventeranno siti di interesse strategico e militare capaci di raccogliere rifiuti urbani, tossici e speciali…
Post dedicato al rifiuto napoletano, perchè da questo non possiamo prescindere, l’emergenza Napoli sta diventando il “metro di misura” di ogni discussione locale nazionale in tema di rifiuti.., vogliono convincerci che l’unica soluzione sarà costruire nuovi altri 50 fantastici impianti. Vogliono dividerci e impaurirci, renderci “anacronistici” , residuali e minoritari, vogliono incolparci del “male assoluto” che sta attraversando, genericamente parlando, paese e territori locali..e ci stanno riuscendo! Dunque quali “mode” devo seguire? Quella dell’appiattimento culturale? Della paura che genera xenofobia razzismo e politiche securitarie? Quella “paura” sulla quale anche il PD ha giocato la sua battaglia elettorale? La paura della destra, di Berlusconi. Quale moda, quella del bipartitismo e del “volemose bene” accettando tutto? Accettando la cancellazione del conflitto? Accettando che Confindustria e la Marcegaglia in nome della produttività chiedano ulteriori “cunei fiscali” e cancellazione della contrattazione nazionale? Accettare dunque questa precarietà lavorativa e sociale dilagante? Seguire quelle mode che portano a sprigionare “fuoco”? Fuoco sui Rom di Ponticelli, fuoco sui rifiuti e per i rifiuti, fuoco su “nuove energie nucleari ancora possibili”? Hai ragione quando dici “fra le righe”che vanno letti i tempi per cambiare e rendersi più “adeguati e propositivi”, è assolutamente necessario! Però io vorrei leggere e adottarne le forme migliori di questo irreversibile cambiamento socio-politico e culturale. Voglio e credo ancora cuhe possiamo lottare per un nostro mondo migliore: meno violento, meno xenofobo, meno sporco ed inquinato. Sicuramente più libero, innovativo, plurale e movimentista dove tutte e tutti possiamo rispettarci ed esprimerci liberamente e vedere riconosciuti i nostri diritti indipendentemente dalle appartenenze politiche, sociali, culturali e sessuali. L’ho fatta lunga Teo.., scusa, ma il bisogno di confrontarmi con voi, anche a seguito della serata “cinema”, è forte…, un abbraccio Stefania

Anonimo ha detto...

Stefania, non posso che concordare su te con tutto quello che dici, stiamo attraversando un disastro socio-culturale non indifferente, proprio l'altra sera con mio fratello e Libero abbiamo a lungo ragionato su di questo,quasi spaventandoci..... Io ho una mia opinione su tutto questo che non riguarda in particolare il PRC ma la politica e la sinistra in generale. Tuttavia concordo con Teo, fra Rifondazione ed i Rom ce ne passa di differenza..... suvvia..... A Napoli quello che è successo non è successo per qualche motivo strano: quello che è successo si chiama Camorra. Li non c'entrano gli inceneritori od il porta a porta, li c'entra la camorra. Ed è per questo che secondo me è sbagliato misurare tutto con il metro di Napoli...

Alessandro

Anonimo ha detto...

Certamente Ale, è veramente un bruttissimo momento e se raccogliamo e discutiamo poi di tutte le notizie che passano in questo periodo, non possiamo che rimanerne sconvolti. La battuta sui Rom l'ho fatta ricordando quella frase di un operaio Fiat del Nord intervistato nei giorni del dopo-elezioni e comparsa spesso sul nostro giornale ed è "rifondazione ha perso perchè pensa solo ai Rom e ai froci..". E' una risposta bruciante e con un contesto culturale di destra, ma nella stessa brutalità essa segnala una questione di fondo che non possiamo più ignorare, l'azione sociale di fondo del nostro partito è spesso percepita come un'azione che si dedica ad aree o forze marginali e al loro estremo, ossia a temi per "elites". ovviamente in questo periodo stiamo discutendo molto come e dove abbiamo sbagliato e le responsabilità ce le abbiamo tutti, chi più chi meno, in base ai ruoli ricoperti. non ci tiriamo indietro, in campagna elettorale chiedevamo di votarci facendo appello alla nostra "sopravvivenza", convinti della giustezza delle nostre azioni, convinti che esistesse ancora un vincolo di fiducia con la nostra gente, ma quel vincolo si era esaurito..Ora dobbiamo lavorare seriamente per rafforzarci, ricostruendo con l'umiltà dell'ascolto e dell'azione socio-culturale e politica. rifiutando la marginalizzazione da sconfitta elettorale! La nostra pratica sociale nei confronti degli emarginati non dovrà esaurirsi, ma con la stessa forza dovremo riprendere ad occuparci a tempo pieno del mondo del lavoro e delle lotte a favore delle tante vertenze territoriali come quella della raccolta porta a porta ad Orbetello. Esperienze vicine non ci mancano, Magliano (che ho avuto modo di seguire attraverso Eva, l'assessore), ma anche Scansano e Manciano (che qualche mese fa inaugurava l'isola ecologica) progetti partiti grazie alla collaborazione dei nostri consiglieri regionali. Lì sono stati bravi, ma sono anche comuni dove amministrano.., lavorando in sinergia e utilizzando fondi disponibili. Ecco questo va ripreso e cominciato a fare sistematicamente, anche in coordinamento con il PD locale (basta parlare con le persone giuste che sono là dentro..). Dobbiamo vederci, queste sono le nostre intenzioni e se siete concordi, tutti insieme per fare forza e sistema. Io devo anche vedere l'assessore all'ambiente il quale nell'ultimo consiglio si era reso disponibile ad un confronto, dopo aver condiviso (ed ammettendo che gli era stato impossibilitato di intervenire a riguardo..)le mie osservazioni sulla raccolta differenziata scaturite dall'intervento su quei 58.000 mila euro risparmiate sullo smaltimento.. nel frattempo sto preparando una interrogazione scritta (così da averli cartacei),sui dati degli ultimi 4 anni relativi allo smaltimento dei rifiuti dell'indifferenziata e differenziata ecc.., includendo la questione discarica e capienza Tafone...Lunedì c'è consiglio e si voterà la delibera regionale dell'Ato unico rifiuti.., sarà un'altra occasione per ribadire la necessità di cambiare sistema.. E proprio in virtù della costituzione dell'ATO SI, AR, GR sarebbe opportuno pensare di rivolgersi e concertare il vs progetto in ambito non solo locale ma anche provinciale almeno. Mi farebbe piacere discuterne senza precludere nulla e nessuno e se ciò non genera ostacoli.. Mi farebbe piacere che si facesse qualcosa di concreto per il nostro comune.. e sono felice che un movimento di idee e progetti sia partito da un gruppo di teste pensanti! Un saluto e a presto, stefania

Scintilla Verde ha detto...

Teone ha lanciato una riflessione veramente proficua. Grazie. Noi (scintilla) siamo disposti a lavorare con chiunque abbia voglia e non solo sui rifiuti.
Marco

Anonimo ha detto...

Intervento sulle fonti rinnovabili- All. emendamento al Regolamento edilizio.

Il Regolamento edilizio è uno strumento importante per approcciarsi al governo del territorio e non può prescindere dall’intrecciarsi agli altri strumenti urbanistici di pianificazione, compreso il piano del traffico. Ci consente di compiere analisi dell'esistente e mettere in campo azioni dal punto di vista della sostenibilità ambientale.. E' lo strumento però attraverso il quale è possibile esprimere indirizzi politici in materia di approvvigionamento energetico e uso consapevole delle risorse.
Spiegheremo dunque le ragioni politico-ambientali che ci hanno spinto a formulare un emendamento in tal senso, poichè anche certe scelte locali sono in grado di influenzare anche quelle politiche di più ampia portata. Sono continui i moniti che ci giungono a livello internazionale ed europeo; l'ONU recentemente si è espressa sugli effetti dei gas serra evidenziando la necessità di interventi significativi in materia di riduzione delle emissioni e l’Italia è in tal senso in grave ritardo.
In un periodo come questo, di costante crescita dei prezzi delle fonti fossili, la diffusione delle fonti rinnovabili rappresenta una vera boccata d'ossigeno dal punto di vista economico oltre che ambientale, lo dimostrano le bollette di quei cittadini che hanno installato impianti solari termici e fotovoltaici. I Comuni che si sono dotati di un Piano energetico caratterizzato dall’incentivazione all’uso delle fonti rinnovabili, hanno stimolato la creazione di nuovi posti di lavoro, portati servizi e creato nuove prospettive di ricerca. Investire e promuovere l’uso delle fonti rinnovabili, significa oggi, alla luce dei moniti sopra detti, fare scelte lungimiranti e convenienti per efficienza, efficacia, innovazione. Significa proporre scelte di qualità nel territorio, sicuramente più credibili, moderne e desiderabili di quelle che evocano i sostenitori delle centrali a carbone e oggi di nuovo di quelle ad energia nucleare. Per lo sviluppo delle rinnovabili i presupposti sono il favorire la generazione distribuita, ovvero la diffusione di impianti solari termici o fotovoltaici su tutti i tetti degli edifici, la progettazione di impianti, eolici, a biomasse o idroelettrici, integrati nei territori, la drastica riduzione del fabbisogno per il riscaldamento domestico attraverso una ristrutturazione bioclimatica diffusa. La stessa Regione Toscana con la legge 39/2005 sul solare termico, aveva stabilito di renderlo obbligatorio in tutti gli interventi di nuova edificazione e nelle ristrutturazioni, purtroppo quanto previsto non ha mai avuto seguito, non siamo ai primi posti per l'implementazione di impianti da rinnovabili, tuttavia alcuni Enti locali hanno dimostrato con le scelte di essersi indirizzati verso una giusta via. Ne citiamo alcuni, Il Comune di Prato, con 598 kW di pannelli fotovoltaici installati in 23 scuole è il primo comune d'Italia per il solare fotovoltaico sugli edifici comunali; tutti gli impianti sono stati realizzati grazie al Conto Energia ed è stato calcolato che grazie a questo investimento verranno risparmiate 414 tonnellate l'anno di CO2. Il Comune di Siena mostra un interessamento crescente nel settore e adesso è infatti il terzo Comune italiano per mq di pannelli solari termici installati ed in esercizio sulle strutture edilizie comunali. Ricordiamo anche il Parco eolico di Scansano che mi auguro superi gli ostacoli dei ricorsi in atto. In Italia ci sono oggi le tecnologie e le opportunità economiche per investire grazie a un sistema di incentivi che ha pochi paragoni a livello mondiale per eolico, idroelettrico e biomasse (grazie alla riforma dei certificati verdi realizzata dall'ultima Legge Finanziaria), per il solare termico (per la detrazione del 55% di tutte le spese) e per il solare fotovoltaico (attraverso il sistema di incentivo in "conto energia). Quello che ancora non funziona sono le regole per l'approvazione e la realizzazione degli impianti e lo scenario industriale che non si riesce a innescare intorno alle fonti rinnovabili nei territori. I cittadini che vogliono installare un pannello solare termico o fotovoltaico sul proprio tetto devono fronteggiare una normativa contraddittoria, sono costretti il più delle volte a pagare una DIA per un impianto di pochi metri quadri. Spesso poi la Soprintendenza dei Beni Architettonici per il Paesaggio contrasta fortemente le installazioni degli impianti da fonti rinnovabili, lo sanno bene alcuni nostri concittadini che hanno provato a farlo. Ed allora la nostra richiesta è di concordare con le soprintendenze poche ma chiare misure concrete in favore delle rinnovabili ed inserire nel nostro regolamento edilizio espliciti riferimenti in tal senso, in modo da poter dare ai cittadini tempi certi di risposta e nella speranza di vedere uniformate a tutto il territorio regionale toscano le procedure burocratiche e i vincoli vigenti.
Leggo una nota dell’Assessore Bramerini che vi invito la maggioranza a considerare: «Dobbiamo riuscire a migliorare l’efficienza energetica del sistema-Toscana e il sistema pubblico deve dare il buon esempio. Per aiutare i Comuni in questo impegno abbiamo messo a disposizione un finanziamento di 8,5 milioni in tre anni, che attiveranno investimenti nel settore per 25 milioni di euro, da destinare a impianti solari fotovoltaici, termici, di riscaldamento a cogenerazione, impianti illuminanti a basso consumo e coibentazioni per la riduzione dei consumi in scuole, impianti sportivi e sedi comunali. Inoltre con l’Istituto di biometeorologia del Cnr di Pisa stiamo lavorando ad un Osservatorio toscano su Kyoto, in grado di monitorare il livello di emissioni di gas serra in ogni settore, dalla grande, alla piccola, alla media industria, ai trasporti, alle costruzioni, al ciclo dei rifiuti, per ridurne l’impatto negativo sull’aria che respiriamo. La strada è quella – ha precisato l’assessore – sostenere lo sforzo degli enti locali, non di imporre obiettivi irraggiungibili. Non crediamo nei libri dei sogni e ci siamo posti obiettivi ambiziosi, ma non irrealizzabili. Intendiamo coinvolgere imprese e semplici cittadini, ma ci aspettiamo molto anche dagli enti pubblici». Il Piano energetico regionale prevede, da qui al 2020, un incremento di oltre dieci volte (da 27 a 300 megawatt) della produzione di energia con il vento, di oltre 50 volte (da 3 a 150 MW) con il sole, del 28% (da 711 a 911 MW) della produzione geotermica, del 31% (da 318 a 418 MW) dell’energia idroelettrica, del 240% (da 71 a 171 MW) della produzione di energia da biomasse”.

Concludiamo riportando, a 22 anni dall'anniversario del disastro di Chernobyl, l’appello che Legambiente ha lanciato a tutti i Comuni in un recente convegno, affinché approvassero un modello di delibera per dichiarare il proprio territorio contrario alla produzione e all'uso di energia nucleare. Le convinzioni dell'utilità di ricorrere all'energia atomica per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili si scontrano infatti con i tanti problemi irrisolti di questa tecnologia. Tra tutti la sicurezza delle centrali, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning) degli impianti, la loro protezione da eventuali attacchi terroristici, il rischio della proliferazione di armi nucleari, le riserve naturali sempre più scarse di uranio e inoltre gli alti costi (se si considerano quelli legati a tutto il ciclo di vita di una centrale e a quello delle scorie) di un KWh da produzione elettronucleare.

Infine colgo l’occasione della presentazione dell’emendamento per lanciare oggi una proposta, ma che in seguito potrebbe diventare mozione, legata all’incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili, ossia la costituzione di un Ufficio con competenze giuridiche, ambientali, urbanistiche in grado di svolgere funzioni di consulenza e informazione ai cittadini, supportato dalla istituzione di una Consulta di riferimento per gli uffici, costituita da: associazione di cittadini con competenze specifiche, artigiani, imprese di costruzione, imprese che producono energia.
Stefania (segue emendamento..v.mail)

Anonimo ha detto...

Sicuramente la sinistra deve guerreggiare su terreni di sinistra.
Ma questi si sono rarefatti:
mondo del lavoro, voglia di libertà civile, tendenza a statalizzare e via dicendo.

Quindi mentre si tenta di comprendere e analizzare l'attuale società bisogna fare i conti con un popolo senza cultura, quindi senza dignità, quindi frustrato, quindi livoroso.
E se questo glissa al solo sentir parlare una voce fuori dal coro?
Beh provi questa voce stonata a tornare nel coro, oppure trovi ALTRI METODI per imporsi all'attenzione.