
Davvero una pagina triste per la storia italiana, con la sensazione che sia solo l'inizio del libro.
Lezioni di democrazia dalla Spagna (che non è nemmeno una repubblica) e persino da Gheddafi che si può, con tutto il diritto, permettere di darci lezioni di democrazia e tolleranza.
La Repubblica
ROMA - La Spagna giudica la politica italiana in materia di immigrazione xenofoba. L'attacco arriva per bocca della numero due dell'esecutivo Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, le cui frasi sono riportate da El Mundo. Riferendosi agli arresti di massa, Fernandez de la Vega durante una conferenza stampa dice che "il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri". Esistono, ha ricordato ancora, "meccanismi legali per arginare l'immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri".
Le proposte del nuovo governo italiano in materia di sicurezza e di lotta ai clandestini all'estero suscitano reazioni dure. Da Bruxelles l'Unione europea dice no a ripristinare i controlli alle frontiere, anche se si prepara a introdurre i ''visti biometrici'', che conterranno le impronte digitali di tutti i cittadini. Lo dice il portavoce della Commissione riferendosi alla proposta del ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha chiesto la revisione del trattato di Schengen e il controllo delle frontiere esterne. E l'Osce, da Vienna, ha espresso "preoccupazione per i violenti attacchi" a un campo nomadi a Napoli sollecitando le autorità italiane ad "assicurare la protezione della popolazione rom". In un comunicato, il direttore dell'Odhir, l'ufficio per le istituzioni democratiche dell'organizzazione, basato a Varsavia, Christian Strohal, ha al contempo sollecitato "politici e media ad astenersi dalla retorica anti rom". "Siamo preoccupati per i recenti episodi di violenza contro i rom in Italia", si legge nel testo. Sulla lotta all'immigrazione clandestina interviene oggi anche il leader libico Gheddafi, che accusa i governi europei di pianificare la morte di centinaia di migranti africani, affondando i barconi che cercano di raggiungere il continente.
Parlando ad un incontro con i capi dei sindacati africani, Gheddafi non fa cenno in modo esplicito all'Italia, ma sottolinea l'esistenza di una "tragedia in pieno svolgimento: nel Mar Mediterraneo una guerra è stata mossa contro gli africani". L'Europa, aggiunge poi il leader libico, "vuole difendersi e impedire ai migranti di raggiungere le coste. Così, colpisce le loro barche e poi annuncia che tutte le persone a bordo sono morte. Talvolta, con il pretesto di soccorrere un barcone lo rovesciano, e ne fanno morire gli occupanti".
(16 maggio 2008)

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