nteressante l'articolo, e l'analisi è in effetti piuttosto lucida...
però vorrei fare un paio di osservazioni: Ricucci non è un esperto di finanza, è uno speculatore che con mezzi poco leciti stava facendo soldi ma che è stato preso con le mani nella marmellata...non è vero che i soldi pubblici serviranno a tenere in piedi quelle persone, gli interventi pubblici nel salvataggio delle banche sono ormai più che necessari...pensa a quanti pensionati e piccoli imprenditori (consigliati da banchieri bastardi) hanno investito in titoli, se le banche crollano l'economia attuale non si riprenderà, e per quanto tante persone si augurano lo scenario della fine del capitalismo, la cosa sarebbe a mio avviso una tragedia soprattutto per le conseguenze politiche che avrebbe (la crisi del '29 ha portto il mondo alla seconda guerra mondiale).
Seconda osservazione: la proposta di Eramo di finanziare lavori pubblici per far ripartire l'economia (che non è altro che la riproposizione delle idee keynesiane di far scavare buche la mattina per farle coprire la sera all'unico fine di far girare reddito) è populismo...lui sa infatti benissimo che quei piani di lavori pubblici furono resi possibili in quegli anni dal massiccio indebitamento degli stati per trovare finanziamenti. Oggi però gli stati sono già indebitati fino al collo(gli USA hanno un rapporto debito/PIL di 3 a 1 quando negli anni 60 era 1.5 a 1!)e non potrebbero mai permettersi ulteriore debito...gli interessi diverrebbero impagabili nel breve e lo stato non potrebbe piu far fronte alle spese correnti (sanità, scuola, sicurezza, casta...).
Dunque, concludo, i piani di lavori pubblici (facciamo un passso indietro a teorie di 60 ani fa)andrebbero anche bene, ma per poterseli permettere gli stati in momenti di salute dei bilanci dovevano ridurre il debito...e invece noi (e gli USA e quasi tutti gli altri stati) tagliavamo le tasse e non redistribuivamo ricchezza...e ora eccoci qua sull'orlo del baratro (perchè di vero disastro civile si deve parlare)...
la soluzione quale è? boh...sicuramente però non è cedere ad allarmismi populisti...bisogna cercare soluzioni immediate per tamponare le ferite mentre si studiano soluzioni di lungo termine.
Cazzi nostri
G
venerdì 10 ottobre 2008
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