La notte di Eluana,
a caccia di share
La vita è sacra ma fino a una certa percentuale di share. Se gli
ascolti, come capita al Grande Fratello, sfiorano gli otto milioni,
Eluana capirà. D'altra parte non c'era alcun bisogno di sospendere il
popolare reality per dedicarle la serata di Canale5: il compito di
presidiare la grande platea nazionale era stato affidato a Porta a
Porta. Enrico Mentana e il suo Matrix sarebbero stati un inutile spreco
di fatturato. Oltretutto era in onda anche Emilio Fede, l'house-organ
del partito arcoriarno e tutto procedeva secondo la legge del devastante
monopolio berlusconiano. Le dimissioni di uno dei fondatori
dell'informazione targata Mediaset, e la cancellazione di Matrix dal
palinsesto di Canale5, sono la coerente risposta di una televisione che
risponde solo al suo creatore, accompagnandolo nell'escalation
plebiscitaria.
Quattro milioni tenuti saldamente in pugno dalle candele accese di
Vespa, otto milioni incollati alle lacrime delle sceneggiate del Grande
Fratello, un milione e più attaccati all'alimentazione forzata di Fede:
fanno quindici milioni di anime, è la grande famiglia confortata dalla
voce dei difensori della vita, è il pensiero del padrone che diventa
vox-populi.
Conduttori e giornalisti, telegiornali e salotti, talk-show e
intrattenimento cantano (e alzeranno il volume) in coro la stessa
canzone funesta, e quando un'opinione meno controllabile, fosse pure
quella del direttore editoriale di Mediaset, vuole aggiungere una nota
diversa, il sistema la espelle all'istante. E' il riflesso automatico di
organismo vitale, costruito con pazienza, cresciuto con cura,
sperimentato negli anni con i dicktat bulgari, progettato per rigettare
chiunque attenti alla razza sempre più pura del corpo (televisivo)
berlusconiano.
Eccoci davanti alla tv di Fede, seduti in famiglia ad ascoltare la
denigrazione di Beppino Englaro, un uomo tutt'altro che disinteressato
visto che «il clamore voluto dal padre di Eluana ha coinciso con la
manchette pubblicitaria del suo libro». Siamo tutti lì partecipi della
commozione, pronti a condividere le parole accorate del padre di Terry
Schiavo, mandate in onda da Vespa con la voce fuori campo che le recita
mentre, come in Guerre Stellari, il testo scritto scorre sul grande
schermo. «E' la morte più dolorosa che un essere umano possa subire»,
scrive il signor Schiavo rivolgendosi al signor Englaro. Nemmeno il
tempo di immaginare le atroci contorsioni della sofferenza, che una
suora ci guarda negli occhi e ci confessa che «Eluana voleva vivere»,
che lei non l'ha «mai sentita dire» quello che, invece, il padre Beppino
ha sempre sostenuto.
Sono settimane, mesi che la bella, bellissima Eluana sorride dal piccolo
schermo mentre i suoi difensori la raccontano, la interpretano, la
invocano, la santificano. «Eluana, quando una suora l'accarezza,
reagisce?», oppure: «mi fermo davanti alle scelte della famiglia, ma ci
sono altri duemilacinquecento padri e madri che fanno una scelta
diversa». Con fervore Vespa domanda e sentenzia. Con voce bassa Fede
insinua, raccomanda e annuncia che farà presto sentire le parole di
quelli usciti dal coma. Siccome sono temi delicatissimi, i talk-show si
affollano di rappresentanti delle associazioni dei malati senza
speranza, pronti a giurare di aver visto Eluana «che non ha nemmeno una
tracheotomia».
Il linguaggio infernale della cronaca nera (il delitto di Cogne, la
strage di Erba, l'omicidio di Perugia) viene riversato nel caso Englaro,
l'evento va maneggiato con la stessa violenza che fa a pezzi le vittime
dei killer, e scansa, come la peste, la razionalità dell'informazione,
dell'approfondimento, dello sfondo culturale, del contesto, unici
strumenti in grado di comunicare la complessità del tema, del fatto, del
sentimento. Così nessun anticorpo potrà minare il totalitarismo della paura
commenti:
Dall'estero l'informazione riguardante la vicenda Eluana e' stata dell tutto diversa.
Sulla prima rete spagnola pubblica ad esempio(maggioranza+quota opposizione) i termini della questione erano: Il governo italiano strumentalizza un caso drammatico di una famiglia che si e' visto riconosciuto dal tribunale il diritto di decidere se continuare ad alimentare forzatamente la propria figlia o no. punto. Si puo discutere o meno se al posto del padre uno avrebbe autorizzato dopo 17 anni la sospensione degli alimenti. Con i successivi commenti sulle varie legislazioni che dovrebbero contenere questo diritto o meno.
In Italia invece leggendo i giornali mi sembrava un referendum tra il partito della vita e quello che promuove la morte.
Concludo con del sarcasmo: I Berlusconi, Bagnasco, Ratzinger, Ruini, Casini e tutti i cattolici opportunisti che hanno surfato l'onda del dolore e della sofferenza a fini propagandistici, li proporrei in veste di assistenti sanitari ai pazienti terminali senza funzioni vitali attive per un mese (non per 17 anni) solo per un mese, tutti i giorni. Voi lo vedete a Ratzinger a cambiare il pannoloni alla povera gente in coma. A loro piace sentenziare e dirigere il popolo verso cio' che e' piu' utile al proprio tornaconto: il Potere; attraverso il consenso, attraverso la paura e la debolezza umana.
Auguro a tutti costoro di provare le sensazioni che ha provato il povero Peppino almeno per un giorno e rendersi conto cosi' cosa vuol dire accettare la liberta' altrui senza imporre la propria morale ed etica. Non tutti fortunatamente viviamo nel nome di un Signore, alcuni scelgono di viver nel nome di se stessi altri nel nome della dignita', del rispetto, della tolleranza e della liberta'.
Ciao Da Barcellona 11-02-09 15:08 - tommaso
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2 commenti:
caro tommy, non per tornare sempre sui soliti discorsi su quanto sia avanti la spagna o qualsiasi altro Paese dove l'ingerenza del VAt si fa sentire un attimino meno, ma ti riporto un interessante "commentario" che ho trovato sul "Publico", che forse non è tra i giornali più attendibili sul mercato, ma magari fa riflettere un po'
El ministro de Sanidad, Bernat Soria, aseguró en una entrevista publicada el domingo pasado en el diario italiano Il Corriere Della Sera que cuando el paciente no se puede pronunciar, un familiar puede decidir por él la limitación del esfuerzo terapéutico.
Según recordó Soria en la entrevista, "en España es ilegal sólo el suicidio asistido. Una inyección letal, por ejemplo. Pero todas las terapias de apoyo, de las farmacológicas a la ventilación mecánica y la alimentación artificial, pueden ser interrumpidas si se pide".
questo il link dell'articolo
http://www.publico.es/internacional/199435/eluana/trato/espana#comentarios
buona andalucia!
giulia
In italia tambien se puede, però non senza una gogna mediatica a dir poco belluina.
Teo
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