sabato 23 febbraio 2008

Un Pò di storia

una precisazione su ciò che ha scritto stefania riguardo la parentesi
sulle leggi elettorali passate alla storia.
Ce n'è da aggiungere
un'altra (per quel che ne so io): la legge truffa del '53.
Le
coalizioni che si confontavano allora erano tre. Due corpose che si
contendevano il primato e un piccolo blocco nero. i socialisti e i
comunisti volevano spodestare il blocco del PRI, PSDI, PLI, capitanato
dalla Big Mama: la Democrazia Cristiana.
La Dc riuscì a varare la Legge
truffa che prevedeva l'assegnazione dei 2/3 di parlamento a chi
avesse
ottenuto il 50%+1 dei voti, insomma il premio di maggioranza.
A quel
punto un piccolo gruppo di intellettuali liberalsocialisti, proveniente
dalle file del Partito d'Azione (una delle formazioni partigiane
meglio
organizzate e più numerose), s'incazzò.
Dalla toscana partì
l'iniziativa più forte per far cadere gl'intenti democristiani.
Il
PSDI, alleato fedele della DC, subì un duro colpo. In blocco la sua
sezione di Firenze si scisse per l'appoggio che i suoi dirigenti
dettero alla legge truffa.
Da quel nucleo nacque il movimento di Unità
Popolare e di seguito ebbe vita anche l'Alleanza Democratica
Nazionale.
Alla fine del conteggio delle schede il blocco con a capo la DC aveva
mancato il superamento del 50% per soli 55.000 voti, mentre i due
piccoli movimenti scissionisti ottennero 290.000, nessun deputato
eletto e la contentezza per aver fatto decadere gli intenti
democristiani.
Gli animatori di questo movimento quantomai idealista
erano in quel periodo proprio in Maremma: Marcello Morante, Carlo
Chioccon, Carlo Cassola, Luciano Bianciardi, per citarne i più noti.

Questo per dire cosa? Solo per far parlare la Storia delle vicende
attuali.
Sia chiaro ben diverse da ora in tutto e per tutto, però si
nota di come i metodi siano sempre gli stessi.
Teo

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