sabato 21 giugno 2008
2 commenti:
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10 gennaio 2010 alle ore 03:57
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Teone ha lanciato una riflessione veramente proficua. Grazie. Noi (scintilla) siamo disposti a lavorare con chiunque abbia voglia e non solo sui rifiuti.
Marco
8 giugno 2008 16.24
Intervento sulle fonti rinnovabili- All. emendamento al Regolamento edilizio.
Il Regolamento edilizio è uno strumento importante per approcciarsi al governo del territorio e non può prescindere dall’intrecciarsi agli altri strumenti urbanistici di pianificazione, compreso il piano del traffico. Ci consente di compiere analisi dell'esistente e mettere in campo azioni dal punto di vista della sostenibilità ambientale.. E' lo strumento però attraverso il quale è possibile esprimere indirizzi politici in materia di approvvigionamento energetico e uso consapevole delle risorse.
Spiegheremo dunque le ragioni politico-ambientali che ci hanno spinto a formulare un emendamento in tal senso, poichè anche certe scelte locali sono in grado di influenzare anche quelle politiche di più ampia portata. Sono continui i moniti che ci giungono a livello internazionale ed europeo; l'ONU recentemente si è espressa sugli effetti dei gas serra evidenziando la necessità di interventi significativi in materia di riduzione delle emissioni e l’Italia è in tal senso in grave ritardo.
In un periodo come questo, di costante crescita dei prezzi delle fonti fossili, la diffusione delle fonti rinnovabili rappresenta una vera boccata d'ossigeno dal punto di vista economico oltre che ambientale, lo dimostrano le bollette di quei cittadini che hanno installato impianti solari termici e fotovoltaici. I Comuni che si sono dotati di un Piano energetico caratterizzato dall’incentivazione all’uso delle fonti rinnovabili, hanno stimolato la creazione di nuovi posti di lavoro, portati servizi e creato nuove prospettive di ricerca. Investire e promuovere l’uso delle fonti rinnovabili, significa oggi, alla luce dei moniti sopra detti, fare scelte lungimiranti e convenienti per efficienza, efficacia, innovazione. Significa proporre scelte di qualità nel territorio, sicuramente più credibili, moderne e desiderabili di quelle che evocano i sostenitori delle centrali a carbone e oggi di nuovo di quelle ad energia nucleare. Per lo sviluppo delle rinnovabili i presupposti sono il favorire la generazione distribuita, ovvero la diffusione di impianti solari termici o fotovoltaici su tutti i tetti degli edifici, la progettazione di impianti, eolici, a biomasse o idroelettrici, integrati nei territori, la drastica riduzione del fabbisogno per il riscaldamento domestico attraverso una ristrutturazione bioclimatica diffusa. La stessa Regione Toscana con la legge 39/2005 sul solare termico, aveva stabilito di renderlo obbligatorio in tutti gli interventi di nuova edificazione e nelle ristrutturazioni, purtroppo quanto previsto non ha mai avuto seguito, non siamo ai primi posti per l'implementazione di impianti da rinnovabili, tuttavia alcuni Enti locali hanno dimostrato con le scelte di essersi indirizzati verso una giusta via. Ne citiamo alcuni, Il Comune di Prato, con 598 kW di pannelli fotovoltaici installati in 23 scuole è il primo comune d'Italia per il solare fotovoltaico sugli edifici comunali; tutti gli impianti sono stati realizzati grazie al Conto Energia ed è stato calcolato che grazie a questo investimento verranno risparmiate 414 tonnellate l'anno di CO2. Il Comune di Siena mostra un interessamento crescente nel settore e adesso è infatti il terzo Comune italiano per mq di pannelli solari termici installati ed in esercizio sulle strutture edilizie comunali. Ricordiamo anche il Parco eolico di Scansano che mi auguro superi gli ostacoli dei ricorsi in atto. In Italia ci sono oggi le tecnologie e le opportunità economiche per investire grazie a un sistema di incentivi che ha pochi paragoni a livello mondiale per eolico, idroelettrico e biomasse (grazie alla riforma dei certificati verdi realizzata dall'ultima Legge Finanziaria), per il solare termico (per la detrazione del 55% di tutte le spese) e per il solare fotovoltaico (attraverso il sistema di incentivo in "conto energia). Quello che ancora non funziona sono le regole per l'approvazione e la realizzazione degli impianti e lo scenario industriale che non si riesce a innescare intorno alle fonti rinnovabili nei territori. I cittadini che vogliono installare un pannello solare termico o fotovoltaico sul proprio tetto devono fronteggiare una normativa contraddittoria, sono costretti il più delle volte a pagare una DIA per un impianto di pochi metri quadri. Spesso poi la Soprintendenza dei Beni Architettonici per il Paesaggio contrasta fortemente le installazioni degli impianti da fonti rinnovabili, lo sanno bene alcuni nostri concittadini che hanno provato a farlo. Ed allora la nostra richiesta è di concordare con le soprintendenze poche ma chiare misure concrete in favore delle rinnovabili ed inserire nel nostro regolamento edilizio espliciti riferimenti in tal senso, in modo da poter dare ai cittadini tempi certi di risposta e nella speranza di vedere uniformate a tutto il territorio regionale toscano le procedure burocratiche e i vincoli vigenti.
Leggo una nota dell’Assessore Bramerini che vi invito la maggioranza a considerare: «Dobbiamo riuscire a migliorare l’efficienza energetica del sistema-Toscana e il sistema pubblico deve dare il buon esempio. Per aiutare i Comuni in questo impegno abbiamo messo a disposizione un finanziamento di 8,5 milioni in tre anni, che attiveranno investimenti nel settore per 25 milioni di euro, da destinare a impianti solari fotovoltaici, termici, di riscaldamento a cogenerazione, impianti illuminanti a basso consumo e coibentazioni per la riduzione dei consumi in scuole, impianti sportivi e sedi comunali. Inoltre con l’Istituto di biometeorologia del Cnr di Pisa stiamo lavorando ad un Osservatorio toscano su Kyoto, in grado di monitorare il livello di emissioni di gas serra in ogni settore, dalla grande, alla piccola, alla media industria, ai trasporti, alle costruzioni, al ciclo dei rifiuti, per ridurne l’impatto negativo sull’aria che respiriamo. La strada è quella – ha precisato l’assessore – sostenere lo sforzo degli enti locali, non di imporre obiettivi irraggiungibili. Non crediamo nei libri dei sogni e ci siamo posti obiettivi ambiziosi, ma non irrealizzabili. Intendiamo coinvolgere imprese e semplici cittadini, ma ci aspettiamo molto anche dagli enti pubblici». Il Piano energetico regionale prevede, da qui al 2020, un incremento di oltre dieci volte (da 27 a 300 megawatt) della produzione di energia con il vento, di oltre 50 volte (da 3 a 150 MW) con il sole, del 28% (da 711 a 911 MW) della produzione geotermica, del 31% (da 318 a 418 MW) dell’energia idroelettrica, del 240% (da 71 a 171 MW) della produzione di energia da biomasse”.
Concludiamo riportando, a 22 anni dall'anniversario del disastro di Chernobyl, l’appello che Legambiente ha lanciato a tutti i Comuni in un recente convegno, affinché approvassero un modello di delibera per dichiarare il proprio territorio contrario alla produzione e all'uso di energia nucleare. Le convinzioni dell'utilità di ricorrere all'energia atomica per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili si scontrano infatti con i tanti problemi irrisolti di questa tecnologia. Tra tutti la sicurezza delle centrali, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning) degli impianti, la loro protezione da eventuali attacchi terroristici, il rischio della proliferazione di armi nucleari, le riserve naturali sempre più scarse di uranio e inoltre gli alti costi (se si considerano quelli legati a tutto il ciclo di vita di una centrale e a quello delle scorie) di un KWh da produzione elettronucleare.
Infine colgo l’occasione della presentazione dell’emendamento per lanciare oggi una proposta, ma che in seguito potrebbe diventare mozione, legata all’incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili, ossia la costituzione di un Ufficio con competenze giuridiche, ambientali, urbanistiche in grado di svolgere funzioni di consulenza e informazione ai cittadini, supportato dalla istituzione di una Consulta di riferimento per gli uffici, costituita da: associazione di cittadini con competenze specifiche, artigiani, imprese di costruzione, imprese che producono energia.
Stefania (segue emendamento..v.mail)
8 giugno 2008 23.49
Sicuramente la sinistra deve guerreggiare su terreni di sinistra.
Ma questi si sono rarefatti:
mondo del lavoro, voglia di libertà civile, tendenza a statalizzare e via dicendo.
Quindi mentre si tenta di comprendere e analizzare l'attuale società bisogna fare i conti con un popolo senza cultura, quindi senza dignità, quindi frustrato, quindi livoroso.
E se questo glissa al solo sentir parlare una voce fuori dal coro?
Beh provi questa voce stonata a tornare nel coro, oppure trovi ALTRI METODI per imporsi all'attenzione.