sabato 21 giugno 2008

Risposta Stefania

Caro Teo, le tue osservazioni mi stimolano ad un confronto, solo oggi ho potuto riprendere la lettura dei post pubblicati nei giorni scorsi (causa guasto pc) nei vari siti. Cerco di procedere con ordine.
Sul caso Napoli, mondezza, discariche abusive…, credo che non ci sia bisogno di ricordare come partì allora l’inchiesta, va dato merito a Tommaso Sodano (e mi fa piacere averlo letto anche dal sito di scintilla), aver “tolto il coperchio al secchio”. Inquietante è semmai prendere atto delle decisioni del governo Berlusconi: militarizzazione dei territori, soluzioni di “sepoltura” oltre che dei rifiuti, anche del diritto di manifestare, trasporto di eco-balle ahimè “stoccate tal quale”. E proprio mentre la magistratura è intervenuta con arresti eccellenti legati a Bertolaso, nonostante i 15 anni di commissariamento, si continua ad accusare gli ambientalisti e certa sinistra di essere la causa di tale disastro ambientale. Ma basta riflettere ed usare un poco di coscienza civile e politica per affermare che certe responsabilità, semmai, andavano cercate nell’incapacità politica e gestionale di chi doveva occuparsene. Vanno ricercate nel sudicio mondo del malaffare e della corruzione e della malavita organizzata, al nord come al sud, perchè ogni parte di mondo e di Italia ha “panni sporchi in famiglia” da lavare… A Napoli è mancato negli anni passati (e tuttora) un vero e proprio “piano dei rifiuti” in grado di funzionare, non si è lavorato sulla differenziata e sul porta a porta, nonostante ormai da anni le esperienze positive di tanti comuni dimostrino l’efficienza del riuso, riciclo e riduzione… e questo perché il vero business era bruciare, alimentare il fuoco dei nuovi mostri generazionali. Lo scandalo FIBE-IMPREGILO è noto e non sto a ricostruirne la storia, riporto solo un dato, l’emergenza rifiuti campana è costata negli ultimi 10 anni 2 miliardi di euro ed il problema è ancora irrisolto (rifiuti e camorra ancora per strada). Le ultime proposte del governo berlusconi sono di costruire 4 nuovi impianti con capacità di incenerimento superiore alla mondezza prodotta e dove sarà possibile bruciare non solo CdR, ma anche le “famose ecoballe”, in più avremo discariche (non ancora bonificate) che diventeranno siti di interesse strategico e militare capaci di raccogliere rifiuti urbani, tossici e speciali…
Post dedicato al rifiuto napoletano, perchè da questo non possiamo prescindere, l’emergenza Napoli sta diventando il “metro di misura” di ogni discussione locale nazionale in tema di rifiuti.., vogliono convincerci che l’unica soluzione sarà costruire nuovi altri 50 fantastici impianti. Vogliono dividerci e impaurirci, renderci “anacronistici” , residuali e minoritari, vogliono incolparci del “male assoluto” che sta attraversando, genericamente parlando, paese e territori locali..e ci stanno riuscendo! Dunque quali “mode” devo seguire? Quella dell’appiattimento culturale? Della paura che genera xenofobia razzismo e politiche securitarie? Quella “paura” sulla quale anche il PD ha giocato la sua battaglia elettorale? La paura della destra, di Berlusconi. Quale moda, quella del bipartitismo e del “volemose bene” accettando tutto? Accettando la cancellazione del conflitto? Accettando che Confindustria e la Marcegaglia in nome della produttività chiedano ulteriori “cunei fiscali” e cancellazione della contrattazione nazionale? Accettare dunque questa precarietà lavorativa e sociale dilagante? Seguire quelle mode che portano a sprigionare “fuoco”? Fuoco sui Rom di Ponticelli, fuoco sui rifiuti e per i rifiuti, fuoco su “nuove energie nucleari ancora possibili”? Hai ragione quando dici “fra le righe”che vanno letti i tempi per cambiare e rendersi più “adeguati e propositivi”, è assolutamente necessario! Però io vorrei leggere e adottarne le forme migliori di questo irreversibile cambiamento socio-politico e culturale. Voglio e credo ancora cuhe possiamo lottare per un nostro mondo migliore: meno violento, meno xenofobo, meno sporco ed inquinato. Sicuramente più libero, innovativo, plurale e movimentista dove tutte e tutti possiamo rispettarci ed esprimerci liberamente e vedere riconosciuti i nostri diritti indipendentemente dalle appartenenze politiche, sociali, culturali e sessuali. L’ho fatta lunga Teo.., scusa, ma il bisogno di confrontarmi con voi, anche a seguito della serata “cinema”, è forte…, un abbraccio Stefania

Nessun commento: