Condom, l'Europa
si "preserva" da Ratzinger
Il ministero degli esteri francese ha messo da parte ieri ogni precauzione diplomatica nella reazione alle frasi del papa sul preservativo e l’aids. Alla domanda: “quale è la vostra reazione alle frasi del papa che condannano l’uso del preservativo affermando che questo aggrava il problema dell’aids?”, il portavoce di Bernard Kouchner ha risposto senza ambiguità: “la Francia esprime la sua viva inquietudine di fronte alle conseguenze delle affermazioni di Benedetto XVI. Benché non ci appartenga di dare un giudizio sulla dottrina della chiesa, stimiamo che queste affermazioni mettono in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana”.
Il Quai d’Orsay ha ricordato ieri che “la Francia è decisamente impegnata a favore dell’accesso universale alla prevenzione e alle cure” dei malati di aids. Il ministero ha ricordato che “in particolare in Africa le nostre iniziative e il volume dei nostri contributi finanziari testimoniano della priorità che il nostro paese accorda” a questa questione. La Francia, con 900 milioni di euro in tre anni, è il secondo finanziatore mondiale e il primo europeo del Fondo mondiale di lotta contro l’aids, la tubercolosi e la malaria, costituito nel 2002. La presa di posizione francese ha aperto la strada ad altri. A Berlino, le ministre della sanità e della cooperazione, Ulla Schmidt e Heidemarie Wieczorek, entrambe della Spd, hanno ricordato che “il preservativo salva delle vite in Europa e in altri continenti”. Uno dei portavoce della Commissione europea, John Clercy, ha sottolineato che “prove scientifiche confermano il ruolo di prevenzione del preservativo”. La Commissione, come la Francia, ha sottolienato di essere il primo contribuente al Fondo di lotta all’aids, con 622 milioni di euro per il periodo 2002-2007 e altri 300 milioni per il 2008-2010. Il commissario agli aiuti umanitari, il belga Louis Michel, ha sottolineato che “il presevativo è uno degli elementi cruciali della lotta contro l’aids”. La ministra belga della sanità, Laurette Onklink, si è detta “costernata” dalle affermazioni del papa, che “vanificano anni di prevenzione”, proagando una “visione dottrinaria pericolosa” che non ha nulla a che fare con il XXI secolo.
Afffermazioni che sono state ampiamente commentate ieri in Francia. La ministra della sanità, Roselyne Bachelot ha accusato il pontefice di aver profferito una “controverità scientifica” attraverso affermazioni “irresponsabili”. A destra, l’ex primo ministro Alain Juppé, dopo aver ricordato il proprio “attaccamento ai valori cristiani”, ha detto che “questo papa comincia a rappresentare un vero problema”. Secondo Juppé, le affermazioni di Benedetto XVI sono solo una “controverità, che, venendo dopo la reintegrazione nella chiesa catttolica del negazionista Williamson e la scomunica della madre della bambina brasiliana violentata, danno l’impressione di una persona che vive “in una situazione di autismo totale”. A sinistra, la segretaria del Pcf, Marie-George Buffet, ha definito le affermazioni del papa “irresponsabili” e “criminali”. Il Ps parla di “affermazioni gravissime”. Per il Verde Daniel Cohn—Bendit sono equiparabili quasi “a un assassinio premeditato”. Per il direttore generale di Sidaction, Bernard Audoin, “il papa che parla del preservativo è come se io parlassi dell’immacolata concezione”.
Sidaction ha espresso “tristezza” di fronte a tali prese di posizione. “Bisogna ricordare al papa che il solo vaccino disponibile contro l’aids oggi è il preservativo?” ha chiesto Jean-Luc Romero, politico di destra, presidente dell’associaione Politici locali contro l’aids. Médecins du Monde parla di “parole gravissime visto l’impatto che questo messaggio puo’ avere in Africa”. Il professor Jean-François Delfraissy, direttore dell’Agenzia nazionale di ricerca sull’aids, ha ricordato che ci sono “3,5 milioni di nuovi contagi l’anno, essenzialmente nei paesi del sud”. Dalla Gran Bretagna, l’ong Christian Aid sottolinea che le affermazioni del papa non faranno che portare “confusione in Africa”: per questa ong cristiana, “l’astinenza è importante, ma non è l’unico modo”. La sola voce discordante nel mondo politico francese è quella della ministra della casa, Christine Boutin, un’ultracattolica: “non aspettatevi da Ratzinger che dica che bisogna mettere il preservativo”.

2 commenti:
a me sinceramente più delle parole del Papa, tra l'altro ampiamente prevedibili, mi sconvolgono la non presa di posizione del nostro governo nei confroni di questa situazione. voi direte, beh anche quello era prevedibile, e forse avete ragione...ma dopo che i più importanti paesi europei e non si sono dissociati fortemente dalle parole del pontefice mi aspettavo almeno un timido segnale di reazione...e invece nulla perchè se è vero che Berlusconi è il nostro statista è altrettanto vero che non potrebbe esserlo con tale forza senza l'aiuto della Chiesa.
Detto questo ( :-) ) complimenti per il vostro blog, davvero ben fatto. mi piacerebbe poterci scambiare i link...se vi va lasciatemi un commento sul blog e vi inserisco subito tra i siti amici. A presto!
ciaoo
Da segnalare.
Qualche anno fa una rivista genovese, "Ergo sum", finanziata dall'università, pubblicò una foto con un Cristo incelofanato (perchè in quella chiesa si stavano compiendo dei lavori di restauro).
Questa foto accompagò un articolo su preservativi e papa. Le solite battaglie ideologiche sul pezzo di lattice più usato al mondo.
Nella Genova di B&B (Bagansco e Bertone) la rivista non ha chiuso i battenti, ma l'università ha accettato di non finanziare più la rivista.
Nonostante ciò ad oggi la chiesa è l'ultimo baluardo che difende i lavoratori italiani.
L'ultimo preservativo contro le malattie del libero mercato.
Teo
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